Cosa vedere a Reggio Calabria

Cosa vedere a Reggio Calabria

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i trovate nel cuore del mediterraneo, in una terra che fa di ospitalità, testimonianze storiche e bellezze naturali il proprio fiore all’occhiello.

Il Lungomare Italo Falcomatà

E’ senza dubbio il primo appuntamento di ogni visitatore con la città di Reggio Calabria, ma anche un luogo di svago per una serena passeggiata o per trascorrere le ore serali degustando un aperitivo, un gelato o cenare, (soprattutto in primavera e in Estate) immergendosi nella vera “movida reggina”!

La bellezza di questo chilometro (e più) è oramai divenuto leggendario. La vista che da qui si può ammirare sullo Stretto di Messina, sulla dirimpettaia Sicilia e sull’Etna immersi nel verde di un vero giardino tropicale, lascia a bocca aperta anche chi qui è di casa!

Ma questo scorcio cittadino vi darà anche modo di conoscere un po’ meglio la storia di Reggio Calabria poiché su quelle che familiarmente i reggini definiscono le tre “Vie Marine”, c’è la possibilità di ammirare edifici, piazzette, monumenti, sculture e scavi archeologici, che conferiscono al Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria un aspetto di gradevole passeggiata nella storia.

Soffermatevi ad ammirare le tre splendide sculture dell’artista Paola Epifani, in arte Rabarama, Trans-lettera, Labirintite e Co-stell-azione, che danno le spalle alla splendida Villa Genoese Zerbi in stile neo-liberty come altri edifici ricostruiti/ristrutturati dopo il tremendo terremoto del 1908. 

Le tre sculture, con i loro simboli e significati, arricchiscono di colori e preziosità il Lungomare. 

 

Da opere d’arte a “Opera”, la nuova installazione dell’archistar e artista Enrico Tresoldi sul Lungomare di Reggio Calabria!

Opera, installazione inaugurata il 12 settembre 2020, vuole essere nell’intento dell’artista, un immenso parco architettonico che sorge in equilibrio fra antico e contemporaneo, luogo fisico e spazio mentale. 

La nuova opera d’arte che arricchisce il già ricco parterre di cose da vedere su questa splendida Via Marina, l’artista ha scritto: “Ho cercato di creare un luogo della contemplazione e indagare il ruolo dell’arte pubblica oggi, che ritengo debba saper accogliere il presente.”

 

Opera  è  costituita da 46 colonne di 8 metri di altezza poste all’interno di un parco di 2.500 mq ed è pensata per dialogare con i visitatori, completamente liberi di muoversi al suo interno. 

Sempre sul Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, non perdete di ammirare gli scavi archeologici delle Mura Greche e delle Terme romane (gli approfondimenti di dettaglio li potete trovare nel mio articolo dedicato), l’Arena sullo Stretto con lo splendido Mausoleo dedicato alla dea Atena combattente e il Monumento ai caduti di tutte le guerre.

Una grande tentazione vi sarà data poi dalle degustazioni dell’arte gelatiera offerta da Cesare, il piccolo ma rinomato chiosco di colore verde i cui gelati artigianali sono tra i migliori in Italia, o gli ottimi e consistenti Apericena di Sottozero e/o della Caffetteria Matteotti.

Se invece volete fare una cena con vista, scegliendo fra una buona pizza o una specialità d’autore, il mio consiglio è quello di prenotare un tavolo al “Piro Piro”: sono certa che rimarrete soddisfatti!

Il Museo Nazionale della Magna Grecia

Ubicato non distante dal lungomare Falcomatà, il Museo Nazionale della Magna Grecia” è sicuramente il luogo di Reggio Calabria più conosciuto in Italia ed all’estero, noto per conservare al suo interno le due statue scultoree dei “Bronzi di Riace”. Nel visitarlo vi renderete però conto voi stessi che molti altri reperti archeologici esposti al suo interno, meritano altrettanta ammirazione e stupore.

L’allestimento museale che oggi potete ammirare all’interno di Palazzo Piacentini è frutto di una radicale azione di ristrutturazione conclusasi con la sua riapertura al pubblico il 30 aprile del 2016.

L’esposizione museale si articola su 4 livelli organizzati in Isole tematiche e “condivisi” ad ogni visitatore con l’ausilio di una multimedialità interattiva fra le più avanzate, disponibile anche per i portatori di handicap (è disponibile un sistema specifico per i sordi in lingua LIS ad esempio, che è valso al Museo Nazionale della Magna Grecia a Reggio Calabria, il titolo di “Museo Sostenibile”) e sistemi interattivi ludico-didattici dedicati ai visitatori più piccoli”.

Fra le meraviglie che qui potrete ammirare, oltre ai celebri e celebrati “Bronzi di riace”  vi ricordo la copia dell’incisione rupestre del Bos Taurus

 

Primigenius ritrovato nella Grotta del Romito a Papasidero, le statue dei Dioscuri, le pinakes, i corredi funerari provenienti dalle necropoli di Gioia Tauro (Metauros) e di Locri Epizephiriil Kouros di Reggio Calabria e  la “Testa del Filosofo”, rinvenuto nelle acque di “Porticello”di Villa San Giovanni ”.

Il Museo Nazionale della Magna Grecia è una delle mete obbligate per chi ama la cultura e una tappa assolutamente imperdibile per chi visita Reggio Calabria! Prendetevi il tempo di visitarlo e “gustarlo” con calma…

La Pinacoteca Civica

Per ribadire che nella città dello Stretto non ci sono solo i Bronzi di Riace ovvero, che non c’è solo il Museo Nazionale della Magna Grecia, vi invito a non perdere la piccola ma significativa esposizione rappresentata dalla Pinacoteca Civica di Reggio Calabria.

Facile da raggiungere dal Lungomare Falcomatà, la sede di questa esposizione si trova nei saloni di un’ala del Teatro Francesco Cilea e il suo ingresso è posto sul Corso Garibaldi, altra via importante per gli abitanti e la movida della città.

Nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria, è possibile ammirare alcune splendide collezioni pittoriche e scultoree, di proprietà privata e del Comune, realizzate fra il XV  e il XX secolo da importanti artisti locali e/o meridionali in genere. Fra tutte le opere esposte, spiccano le due tavolette lignee dipinte da Antonello da Messina raffiguranti “San Girolamo Penitente” e “La visita dei Tre Angeli ad Abramo”,  la copia della statua del Laocoonte realizzata da Bernini, (l’originale, realizzata dallo stesso Bernini, si trova nei Musei Vaticani a Roma), la splendida tela che ritrae “Il Ritorno del Figliol Prodigo” di Mattia Preti, la Stabat Mater – Donna in preghiera”  di Francesco Raffaele, lo schizzo realizzato a china su cartoncino da Renato Guttuso, che ritrae il “Pescatore Scillese” e molte alte opere ancora!

Oltre alle opere d’arte racchiuse in questi ambienti, è la medesima struttura ad essere anche una bella e gradevole scoperta per i visitatori, con la luce che riesce a permeare al suo interno, brillano gli stucchi dorati su pareti e soffitti, mentre sui lampadari in Murano dei saloni si formano mille arcobaleni!

Anche queste emozioni fanno parte di quella Calabria che non ti aspetti e che invece c’è!

Il Duomo

Basilica Cattedrale Metropolitana di Maria Santissima Assunta in Cielo

La Basilica Cattedrale di Reggio Calabria, (chiesa-madre dell’Archidiocesi di Reggio Calabria e Bova), merita sicuramente una visita sia per il fatto di essere uno dei più grandi edifici religiosi della Calabria, sia perchè si trova nel cuore del centro storico della città, davanti a quella Piazza Duomo sul Corso Garibaldi, usuale ritrovo per gli abitanti della città.

Anche se un tempo in questa zona esistevano parecchi templi pagani, le origini di questo edificio di culto vengono fatte risalire al periodo normanno, intorno all’ XI secolo dopo Cristo.

Come per molti altri edifici storici e non di questa città, quello che vedete è frutto della ricostruzione successiva ai due catastrofici terremoti del 1783 e del 1908, che danneggiarono irreparabilmente anche  questa struttura.

Successivamente al terremoto del 1908 il Duomo è stato ricostruito, su progetto di Padre Carmelo Angiolini,  in uno stile architettonico che reinterpretando lo stile romanico e quello gotico in chiave liberty, gli ha conferito luce e solennità.

Dal 1978 con Bolla Pontificia la cattedrale è stata riconosciuta come Basilica Minore.

La splendida facciata è arricchita nella sua parte centrale da una finestra trifora sormontata da un rosone, mentre sulle scalinate di accesso svettano le statue di S. Paolo e di S. Stefano di Nicea, realizzate dallo scultore Francesco Jerace.

Tre pregiati portali in bronzo fanno accedere al suo interno, costruito in stile romanico con pianta a tre navate suddivise da due file di alte colonne in marmo, vivaci vetrate policrome, sormontato da uno splendido soffitto  a capriate con cassettoni vivacemente decorati.  Percorrendo la navata centrale si giunge al presbiterio delimitato da una parete poligonale, con ai lati le cappelle dedicate a San Paolo e a S. Maria Assunta.

Nella navata di destra si trova, protetto in una teca di vetro, lo spezzone di un tronco di colonna che la tradizione e le leggende vogliono legate al Prodigio della colonna ardente di San Paolo.  Fra storia e leggenda  si narra che San Paolo, cercando di convertire il popolo reggino, chiese di essere ascoltato “almeno” il tempo di una candela poggiata su di una colonna. Terminata la vita della candela però, la fiamma continuò ad ardere nella colonna.

 

Fra le testimonianze artistiche di grande pregio conservate all’interno della Basilica Cattedrale, sono da citare   il Pergamo realizzato da Francesco Jerace e la stupenda ed imperdibile Cappella del Santissimo Sacramento risalente al 1539, uno dei pochi esempi di esempi di Barocco in Calabria meridionale, riconosciuta quale Monumento Nazionale.

Le pareti della Cappella del Santissimo Sacramento sono decorate con intarsi a mosaico fiorentino, realizzati con marmi e smalti veneziani, mentre otto nicchie racchiudono altrettante statue di santi in marmo bianco.

L’altare presenta ai lati quattro colonne in porfido nero con venature gialle e  al centro un pregevole dipinto in olio su tela di Domenico Maroli (anno 1665), dove viene rappresentato il “Sacrificio di Melchisedeck”.

Il Museo Diocesano

“Mons. Aurelio Sorrentino”

Ubicato in prossimità della Cattedrale, il Museo Diocesano “Monsignor Aurelio Sorrentino”, si trova al pianterreno di quello che rimane del settecentesco Palazzo Arcivescovile.

L’istituzione di questo percorso museale fu fortemente voluto da Monsignor Giovanni Ferro che lo istituì nel 1957, ma solo nell’ottobre del 2010 l’edificio, ristrutturato e perfettamente approntato per la specifica tipologia di esposizione venne inaugurato al pubblico.

Al suo interno è possibile ammirare la memoria storica e gli splendidi esempi del patrimonio artistico-culturale provenienti dalle Arcidiocesi di Reggio e Bova, un patrimonio che ci aiuta a comprendere il rapporto fra fede, arte e tradizioni in questa parte della Calabria .

Nella mappa che sotto vi riporto, trovate il percorso espositivo e la suddivisione delle aree tematiche di questa esposizione museale.

Il Museo Diocesano di Reggio Calabria racchiude il Tesoro delle Cattedrali, suppellettili e vesti liturgiche, insegne vescovili, arazzi, dipinti, statue, reliquiari ed altre splendide opere d’arte commissionate da prelati e confraternite reggine.

Tra le opere di pregevole fattura che qui potete ammirare, una menzione particolare va alla Resurrezione di Lazzaro del pittore napoletano Francesco De Mura, al calice con patena in argento dorato e smalti appartenuto al cardinale Luigi Tripepi, al settecentesco Reliquiario a braccio di San Giovanni Theriste, al Crocifisso  

 

in avorio, l’Ostensorio raggiato di Francesco Jeraceal Bacolo pastorale dell’arcivescovo Antonio De Ricci in argento, opera della scuola napoletana, alll’arazzo di scuola siciliana appartenente alla confraternita dell’Immacolata.  

Il Castello Aragonese

Il Castello Aragonese è un’altro dei simboli di Reggio Calabria insieme ai celebri Bronzi di Riace! La sua ubicazione rappresenta in un certo qual modo il centro stesso della città, con la splendida Piazza omonima che lo contorna.

Benchè questa struttura sia denominata “Aragonese”, le prime mura fortilizie della città esistevano già nell’epoca calcidese, mentre il castello vero e proprio venne costruito dai Bizantini fra il 536 ed il 549 d.C. 

E’ però con i Normanni prima e con gli Angioini e gli Aragonesi poi, che la struttura del castello viene ampliata nel tempo adattandola a dimora e successivamente, a centro difensivo con l’aggiunta di due torri merlate e un fossato.

Sotto gli Aragonesi il Castello si trasforma da semplice rifugio dorato della corte in una struttura e nodo difensivo strategico, finalizzato a proteggere la città ma anche il resto della Calabria dalle invasioni dei turchi intercettati nello Stretto di Messina!

Nel tempo il magnifico maniero ha subito le diverse vicende storiche e gli eventi naturali, non ultimo il terremoto del 1908, ed il crollo di una parte del castello sul versante nord-ovest, avvenuta nel 1986.

Da allora la parte del Castello Aragonese rimasto in piedi è stato sottoposto ad una “intensa cura” di restauro conservativo e di adeguamento strutturale, con la finalità di trasformare le sale interne esistenti in spazi espositivi fruibili al pubblico.

Dal 2015 questa magnifica struttura è nuovamente accessibile alle visite del pubblico (l’accesso è gratuito, ad esclusione dei periodi di realizzazione di esposizioni o Mostre), nonchè agli Eventi che qui vengono organizzati.

Se visitate il castello Aragonese e salite ad ammirare il panorama dall’alto delle sue torri cilindriche, vi renderete direttamente conto del perchè questo Forte/Castello fosse così importante! Da lassù lo sguarda spazia su un ampio orizzonte a trecentosessanta gradi, fra mare, cielo, montagne e mille emozioni!